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Fitodepurazione: Sistemi a Flusso Superficiale

Fitodepurazione: Sistemi a Flusso Superficiale





Questo Approfondimento affronta ancora il tema della Fitodepurazione, un sistema di trattamento delle acque reflue basato sulla capacità di alcune piante di assorbire i composti organici disciolti nelle acque; nello specifico in questa sede ci si è concentrati sulla Fitodepurazione a Flusso Superficiale.

Come già ribadito in questo articolo, ci sono più modi per classificare i tipi di impianti di fitodepurazione; sulla base del cammino idraulico delle acque reflue possono essere suddivisi in:
- Sistemi a flusso superficiale o libero (affrontati in questa sede);
- Sistemi a flusso sub-superficiale o sommerso.

Nei sistemi a flusso sommerso vi è una ulteriore classificazione in:
- Fitodepurazione a flusso verticale;
- Fitodepurazione a flusso orizzontale.



I sistemi a flusso libero riproducono esattamente i meccanismi di autodepurazione delle zone umide.
Consistono in vasche o canali poco profondi (profondità generalmente limitata a poche decine di centimetri) e impermeabili con un substrato che costituisce il supporto per le radici delle piante emergenti.
La superficie dell'acqua è costantemente al di sopra del substrato e pertanto questa è sempre esposta all'atmosfera.
Il flusso dell'acqua è orizzontale e il livello dell'acqua varia in relazione alle caratteristiche del refluo in ingresso, al livello di trattamento che si intende raggiungere ed al tipo di essenze impiegate.

Essendo tali sistemi riconducibili ad un'area umida naturale hanno anche una valenza naturalistica ed ambientale; richiedono una superficie elevata.

Principio di funzionamento della fitodepurazione flottante



Fra i sistemi a flusso superficiale si annovera anche la fitodepurazione con barriere flottanti, che consente di intercettare e trattare i flussi di inquinamento direttamente all'interno di corpi idrici superficiali, siano essi naturali che artificiali.
Le barriere sono installate perpendicolarmente al flusso dell'acqua, utilizzando piante galleggianti o non galleggianti, ma inserite su supporti flottanti.
L'utilizzo di piante galleggianti può presentare difficoltà di realizzazione, perché non è facile trovare specie adatte, l'insediamento e la colonizzazione non sono sempre uniformi e le piante possono invadere settori non dedicati alla depurazione e disperdersi, fino a divenire pericolose infestanti del corso d'acqua.
Il ricorso a piattaforme galleggianti consente di utilizzare macrofite acquatiche che non galleggiano, ma che sono specificatamente utilizzate ed efficaci per scopi depurativi.

I vantaggi di questo sistema sono:
- gamma di scelta delle specie più ampia;
- uniformità di insediamento e comportamento della barriera;
- confinamento della vegetazione nel settore assegnato;
adattamento a mutevoli profondità della lama d'acqua;
versatilità gestionale.

Utilizzando specie adatte, lo sviluppo delle radici delle piante può raggiungere e superare il metro di profondità. Radici profonde e fitte svolgono un importante ruolo di filtrazione fisica oltre che di assorbimento dei nutrienti e di supporto alle comunità microbiche che si sviluppano nel biofilm che le avvolge.
Il folto intreccio di radici che si sviluppa sotto la lama d'acqua, inoltre, può offrire habitat idoneo a varie forme di vita acquatica. I pesci, in particolare, possono trovare rifugio, alimento e siti per la deposizione delle uova.

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