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Vasche e Impianti Trattamento Acque di Prima Pioggia

Vasche e Impianti Trattamento Acque di Prima Pioggia

Sistema Vasche Prima Pioggia "Discontinuo", Accumulo e rilancio con elettropompa al Disoleatore

Dimensionamento Volume accumulo Vasca AMPP (5 mm. Area Impermeabile Scolante)
Conforme alla norma UNI EN 858-1 separatore classe I con Filtro a Coalescenza

Premessa

La gestione delle acque meteoriche prima pioggia è uno degli obiettivi primari ai fini della tutela dei corpi idrici ricettori. Nel caso specifico si tratta di impianti progettati per un accumulo (con vasche prefabbricate) temporaneo delle acque di prima pioggia, con conseguente rilancio temporizzato e ritardato (48 ore circa) dal termine dell'evento meteorico attraverso una elettropompa di sollevamento al trattamento successivo (Disoleatore statico con filtro a coalescenza).
L'utilizzo di questi sistemi ha per obiettivo quello di ridurre l'inquinamento verso i corpi idrici superficiali e di attenuare i picchi di piena provocati dalle pioggie (bombe d'acqua).

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Caratteristiche e Funzionamento

La prima pioggia in arrivo dalla fognatura che raccoglie tutte le acque delle strade, parcheggi (aree di transito) del piazzale in oggetto vengono convogliate verso le vasche di accumulo tramite un pozzetto scolmatore o di by-pass, questo manufatto separa le prime "quelle potenzialmente inquinate identificate nei primi 5 mm." da quelle di seconda pioggia che teoricamente sono pulite e non contaminate quindi pronte per essere convogliate allo scarico finale.
Le acque di prima pioggia vengono accumulate temporaneamente in vasche prefabbricate in cemento armato dove avviene la sedimentazione delle sabbie e dei fanghi, la separazione delle acque di prima e di seconda pioggia viene garantita da una valvola antiriflusso a galleggiante in acciaio inox installata all'ingresso della vasca di accumulo, successivamente (normalmente dopo 48 -72 - 96- ore) grazie a una elettropompa sommersa a portata costante vengono avviate al trattamento di disoleazione separazione dei liquidi leggeri (scarico tabella 3) o direttamente al ricettore finale.
Talvolta se i limiti richiesti dal gestore sono particolarmente restrittivi (scarico tabella 4) è necessario depurare maggiormente queste acque pertanto vengono installati filtri a quarzite e/o carboni attivi.
A valle del trattamento deve essere sempre installato un pozzetto di prelievo dei campioni di dimensioni idonee a permettere il campionamento.
L'organo competente che gestisce il ricettore finale (fognatura pubblica), può richiedere l'installazione di un misuratore di portata per la contabilizzazione della quantità delle acque di prima pioggia scaricate.

Voci di Capitolato

Fornitura e posa in opera di Impianto Acque Prima Pioggia prodotto in SERIE DICHIARATA mod.RAIN____ sistema con accumulo dei primi 5 mm. di pioggia e rilancio al Disoleatore esterno, superficie mq._____ , volume utile mc._____ , diametro tubazioni DN._____ , Disoleatore esterno portata NS ____ lt./sec. idoneo al sistema di trattamento, composto da Vasche Prefabbricate da Interrare prodotte dalla EDIL IMPIANTI 2 S.r.l. con sistema di gestione UNI EN ISO 9001 e BS OHSAS 18001, realizzate in cemento armato vibrato monoblocco, rinforzate con pilastri verticali e puntoni orizzontali in acciaio inox, con materiali certificati CE, calcestruzzo in classe di resistenza a compressione C45/55 (RCK>55 N/mm²), armature interne in acciaio ad aderenza migliorata controllate in stabilimento, fibre d'acciaio GREESMIX5 e rete elettrosaldata a maglia quadrata di tipo B450C, corredate di attestazioni RESISTENZA CHIMICA e REAZIONE AL FUOCO (classe: A1) rilasciate da organo esterno secondo le norme UNI EN.

L'Impianto Acque Prima Pioggia mod.RAIN____ sistema con accumulo dei primi 5 mm. di pioggia e rilancio al Disoleatore esterno deve essere costituito da:
- Pozzetto Scolmatore esterno delle dimensioni esterne di cm.____x____xh____ , completo di fori di ingresso/uscita e by-pass, raccordi in pvc con guarnizioni in gomma elastomerica sigillati ermeticamente, setti verticali in c.a.v. per portata controllata;
- Vasca/vasche di Prima Pioggia prefabbricata/e per sedimentazione ed accumulo in monoblocco c.a.v. delle dimensioni esterne di cm.____x____xh____ per formare un volume utile complessivo di mc.______, completa/e di foro di ingresso con tronchetto in acciaio inox AISI 304 installato e sigillato, valvola antiriflusso realizzata interamente in acciaio inox AISI 304 con guarnizione in gomma e sistema di chiusura a galleggiante, setto in c.a.v. per protezione elettropompa, foro di uscita per mandata elettropompa/e, kit di Prima Pioggia con n.1/2 elettropompe, sensore pioggia, quadro elettrico ed avvisatore ottico-acustico (vedi allegato);
- Disoleatore Statico esterno marcato CE per oli non emulsionati e conforme alla norma UNI EN 858-1, portata NS ____ lt./sec., delle dimensioni esterne di cm.____x____xh____ , completo di fori di ingresso/uscita, raccordi in pvc con guarnizioni in gomma elastomerica sigillati ermeticamente, deflettori in acciaio/pvc, vano di sedimentazione sabbie e fanghi, setto di separazione interna in c.a.v., vano di flottazione oli/liquidi leggeri, filtro Refill a coalescenza in telaio in acciaio inox AISI 304 estraibile e lavabile, dispositivo di chiusura automatica del tipo Otturatore a galleggiante interamente realizzato in acciaio inox AISI 304.

Tutte le vasche devono avere le pareti esterne trattate con prodotti impermeabilizzanti idonei.

Misure Impianto Acque di Prima Pioggia

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Codice Articolo

Codice
Articolo
Superficie
(mq)
Volume
Utile P.P.
(mc)
Diam.
tubaz.
(mm)

Codice
Pozzetto
Scolmatore
Dimensioni esterne
Vasca di Prima Pioggia (cm)
Peso Vasca
Prima Pioggia (Ql)
Peso Lastra
di Copertura
Vasca di Prima Pioggia (Ql)
Codice
Disoleatore
Statico
A Larg. B Lung. H Altezza h. 15 cm C250 h. 20 cm D400
RAIN01 300 1,5 125 SCOLM0 125 180 150 24,6 8,4 11,2 DISCE2C-FC
RAIN03 600 3,0 160 SCOLM0 175 180 150 29,9 11,7 15,6 DISCE2C-FC
RAIN04 800 4,0 160 SCOLM0 180 240 150 47,1 16,1 21,5 DISCE2C-FC
RAIN05 1.000 5,0 160 SCOLM1 180 300 150 55,7 20,1 26,8 DISCE2C-FC
 
RAIN31 1.500 7,5 160 SCOLM1 246 220 200 68,4 20,2 26,9 DISCE2C-FC
RAIN32 1.800 9,0 160 SCOLM1 246 270 200 78,3 24,7 33,0 DISCE2C-FC
RAIN33 2.250 11,3 200 SCOLM1 246 320 200 88,2 29,3 39,1 DISCE2C-FC
 
RAIN114 2.800 14,0 200 SCOLM2 246 320 250 102,5 29,3 39,1 DISCE3C-FC
RAIN115 3.000 15,0 200 SCOLM2 246 370 250 113,7 33,9 45,2 DISCE3C-FC
RAIN116 3.500 17,5 200 SCOLM2 246 420 250 124,9 38,5 51,3 DISCE3C-FC
RAIN117 4.000 20,0 200 SCOLM2 246 470 250 141,5 43,1 57,4 DISCE4-8C-FC
RAIN118 4.500 22,5 200 SCOLM2 246 520 250 152,7 47,7 63,6 DISCE4-8C-FC
RAIN119 5.000 25,0 200 SCOLM3 246 570 250 163,9 52,2 69,7 DISCE4-8C-FC
RAIN120 5.500 27,5 200 SCOLM3 246 620 250 175,1 56,8 * 75,8 * DISCE4-8C-FC
RAIN121 6.000 30,0 200 SCOLM3 246 670 250 186,2 61,4 * 81,9 * DISCE4-8C-FC
RAIN122 6.500 32,5 200 SCOLM3 246 720 250 202,8 66,0 * 88,0 * DISCE4-8C-FC
RAIN123 7.000 35,0 200 SCOLM3 246 770 250 214,0 70,6 * 94,1 * DISCE4-8C-FC
RAIN124 7.500 37,5 200 SCOLM4 246 820 250 225,2 75,2 * 100,2 * DISCE4-8C-FC
RAIN125 8.000 40,0 200 SCOLM4 246 870 250 236,4 79,7 * 106,3 * DISCE4-8C-FC
RAIN126 8.500 42,5 200 SCOLM4 246 920 250 247,6 84,3 * 112,4 * DISCE4-8C-FC
RAIN127 9.000 45,0 200 SCOLM4 246 970 250 264,2 88,9 * 118,5 * DISCE4-8C-FC
RAIN128 9.500 47,5 200 SCOLM4 246 1020 250 275,3 93,5 * 124,7 * DISCE4-8C-FC
RAIN129 10.000 50,0 200 SCOLM4 246 1070 250 286,5 98,1 * 130,8 * DISCE4-8C-FC


* Lastre di copertura divise in due parti - I dati riportati sono indicativi
Si realizzano Prolunghe (Vasca Senza Fondo) per tutti i ns. Manufatti

PER DIMENSIONAMENTI CON VOLUMI SUPERIORI A QUELLI RIPORTATI IN TABELLA CONTATTARE IL NOSTRO UFFICIO TECNICO.

Impianti Acque di Prima Pioggia Emilia Romagna

Impianti di Prima Pioggia Regione Emilia Romagna

Calcolo estratto dalle Linee Guida ARPA LG28/DT
Impianto discontinuo vasca accumulo sollevamento e separazione liquidi leggeri
criteri di applicazione DGR 286/05 e 1860/06 "ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO"
Disoleatore con Filtro Refill Coalescente Classe I e Classe II

Dimensionamento

La normativa regionale attualmente in vigore (Delibera Regionale del 18 dicembre 2006, n.1860 "Linee guida di indirizzo per gestione acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia in attuazione della deliberazione G.R. n.286 del 14/02/2005") definisce l' evento meteorico come "una o più precipitazioni atmosferiche, anche tra loro temporalmente distanziate, di altezza complessiva pari a 5 mm, che si verifichino o si susseguano a distanza di almeno 72 ore da un precedente e analogo evento", e in particolare definisce che le acque di prima pioggia risultano dal dilavamento delle superfici impermeabili scoperte, in relazione alle attività che in esse si svolgono ovvero agli usi previsti, che può ritenersi completato o esaurito nell'arco di tempo definito per la valutazione delle acque di prima pioggia (5 mm). Gli impianti di trattamento delle acque di prima pioggia vengono dimensionati in base alla loro superficie rispettando LE NORMATIVE TECNICHE REGIONALI O NAZIONALI e in conformità alle DIRETTIVE EUROPEE e sono composti dalle seguenti fasi di trattamento: DISSABBIATURA, DISOLEAZIONE CON FILTRI A COALESCENZA, PACCHI LAMELLARI E ULTERIORE FINISSAGGIO CON FILTRI A CARBONE ATTIVO DOVE SONO PRESENTI I METALLI PESANTI. Nel trattamento delle acque di prima pioggia e di seconda pioggia, nella fase di sedimentazione delle sabbie e quindi nei dissabbiatori possono essere installati sistemi di pulizia automatica. Gli impianti e le apparecchiature per il trattamento delle acque meteoriche vengono installati anche per favorire lo smaltimento, quindi creando beneficio alle falde evitando esondazioni nei fossi superficiali, il sovraccarico delle fognature nei momenti di forte pioggia e disfunzioni ai depuratori cittadini.
Normativa Emilia Romagna D.G.R. 1860/2006 per le città di Bologna, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Rimini, Forlì Cesena, Ferrara.

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Dimensionamento impianto Prima Pioggia Regione Emilia Romagna

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Codice Articolo

Codice
Articolo
Mq serviti
carico
Fanghi
100
Mq serviti
carico
Fanghi
200
Mq serviti
carico
Fanghi
300
Volume Utile
P.P. + Sedim.
(mc)
Diam.
tubaz.
Entrata
(mm)

Codice
Pozzetto
Scolmatore
Dimensioni esterne
Vasca di Prima Pioggia (cm)
Peso Vasca
Prima Pioggia
(Ql)
Peso Lastra
di Copertura
Vasca di Prima Pioggia (Ql)
Codice
Disoleatore
Statico
A Larg. B Lung. H Alt. h. 15 cm C250 h. 20 cm D400
RAINER01 550 500 450 3,3 125 SCOLM0 180 180 150 38,5 12,1 16,1 DISCE2C-FC
RAINER02 1000 950 850 6,0 160 SCOLM0 180 240 200 57,7 16,1 21,5 DISCE2C-FC
RAINER03 1700 1550 1300 9,5 160 SCOLM2 246 270 200 78,3 24,7 33,0 DISCE2C-FC
RAINER04 2150 1950 1700 12,2 200 SCOLM2 246 270 250 91,4 24,7 33,0 DISCE2C-FC
RAINER05 2600 2350 2000 14,6 200 SCOLM2 246 320 250 102,5 29,3 39,1 DISCE2C-FC
RAINER06 2950 2700 2300 17,0 250 SCOLM3 246 370 250 113,7 33,9 45,2 DISCE3C-FC
RAINER07 3800 3450 2900 21,5 250 SCOLM3 246 470 250 141,5 43,1 57,4 DISCE3C-FC
RAINER08 4150 3750 3200 23,2 300 SCOLM3 246 520 250 152,7 47,7 63,6 DISCE3C-FC
RAINER09 4550 4150 3550 25,5 300 SCOLM3 246 570 250 163,9 52,5 69,7 DISCE3C-FC
RAINER10 5800 5300 4550 32,5 300 SCOLM3 246 720 250 202,8 66,0 * 88,0 * DISCE3C-FC
RAINER11 7050 6400 5500 39,5 300 SCOLM4 246 870 250 236,4 79,7 * 106,3 * DISCE4-8C-FC
RAINER12 7900 7150 6300 45,0 300 SCOLM4 246 970 250 264,2 88,9 * 118,5 * DISCE4-8C-FC
RAINER13 9150 8300 7100 51,0 300 SCOLM5 246 1120 250 297,7 102,7 * 136,9 * DISCE4-8C-FC
RAINER14 9950 9050 7700 55,5 300 SCOLM5 246 1220 250 325,5 111,8 * 149,1 * DISCE4-8C-FC


* Lastre di copertura divise in due parti - I dati riportati sono indicativi
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Dimensionamento secondo la normativa regionale attualmente in vigore (Delibera Regionale del 18 dicembre 2006, n.1860 "Linee guida di indirizzo per gestione acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia in attuazione della deliberazione G.R. n.286 del 14/02/2005";
Coefficienti Cf di carico fango previsto, come da Tab.5 DGR 286/05 e 1860/06;

Garanzia di Trattamento:
D.Lgs 152/06 Parte terza, Allegato 5, Tabella 3 "Scarico in Acque Superficiali" limitatamente a SST, Idrocarburi, Olii e grassi non emulsionati, purché siano rispettati e garantiti i valori qualitativi e dimensionali di afflusso in entrata al trattamento stesso.

Impianti Acque di Prima Pioggia Abruzzo

Impianti di Prima Pioggia Regione Abruzzo

Dimensionamento Capacità comparto delle prime piogge (4 mm. Superficie Impermeabile Scoperta)
Sistema "Discontinuo", Accumulo e rilancio con elettropompa al Disoleatore
conforme alla norma UNI EN 858-1 separatore classe I con Filtro a Coalescenza

Consigli alla progettazione per l'Abruzzo

Questo impianto di prima pioggia in cemento si differenzia dal tradizionale in quanto il dimensionamento della vasca di accumulo è differente, nello specifico viene calcolato considerando solamente i primi 4 millimetri di pioggia caduta sull’area di pertinenza. (L.R. 31 del 29-07-2010).

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Descrizione Processo Depurativo

La normativa regionale attualmente in vigore per le città di Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo, per la gestione delle acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia definisce l’”evento meteorico” come “una o più precipitazioni atmosferiche, anche tra loro temporalmente distanziate, di altezza complessiva pari a 4 mm, che si verifichino o si susseguano a distanza di almeno 72 ore da un precedente e analogo evento”, e in particolare definisce che le acque di prima pioggia risultano dal dilavamento delle superfici impermeabili scoperte, in relazione alle attività che in esse si svolgono ovvero agli usi previsti, che può ritenersi completato o esaurito nell’arco di tempo definito per la valutazione delle acque di prima pioggia (15 min). Durante i periodi di pioggia, infatti, le acque piovane che ricadono su superfici impermeabili, trasportano con loro le sostanze inquinanti presenti sul suolo, per cui l’acqua inquinata che si genera, se scaricata in corpi idrici superficiali può causare gravi danni ambientali. Di conseguenza la normativa impone di separare le prime piogge, da quelle di seconda pioggia, e l’invio di queste ultime direttamente allo scarico finale. Mentre le acque di prima pioggia devono essere avviate allo stoccaggio e dopo 48-72 ore convogliarle al trattamento di disoleazione separazione dei liquidi leggeri.

Misure Impianto Acque di Prima Pioggia Regione Abruzzo

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Codice Articolo

Codice
Articolo
Superficie
(mq)
Volume
Utile
con 4mm. (mc)
Diam.
tubaz.
(mm)

Codice
Pozzetto
Scolmatore
Dimensioni esterne
Vasca di Prima Pioggia (cm)
Peso Vasca
Prima Pioggia (Ql)
Peso Lastra
di Copertura
Vasca di Prima Pioggia (Ql)
Codice
Disoleatore
Statico
A Larg. B Lung. H Altezza h. 15 cm C250 h. 20 cm D400
RAINA01 375 1,5 125 SCOLM0 125 180 150 24,6 8,4 11,2 DISCE2C-FC
RAINA03 750 3,0 160 SCOLM0 175 180 150 29,9 11,7 15,6 DISCE2C-FC
RAINA04 1.000 4,0 160 SCOLM0 180 240 150 47,1 16,1 21,5 DISCE2C-FC
RAINA05 1.250 5,0 160 SCOLM1 180 300 150 55,7 20,1 26,8 DISCE2C-FC
 
RAINA31 1.875 7,5 160 SCOLM1 246 220 200 68,4 20,2 26,9 DISCE2C-FC
RAINA32 2.250 9,0 160 SCOLM1 246 270 200 78,3 24,7 33,0 DISCE2C-FC
RAINA33 2.800 11,3 200 SCOLM1 246 320 200 88,2 29,3 39,1 DISCE2C-FC
 
RAINA114 3.500 14,0 200 SCOLM2 246 320 250 102,5 29,3 39,1 DISCE3C-FC
RAINA115 3.750 15,0 200 SCOLM2 246 370 250 113,7 33,9 45,2 DISCE3C-FC
RAINA116 4.375 17,5 200 SCOLM2 246 420 250 124,9 38,5 51,3 DISCE3C-FC
RAINA117 5.000 20,0 200 SCOLM2 246 470 250 141,5 43,1 57,4 DISCE4-8C-FC
RAINA118 5.625 22,5 200 SCOLM2 246 520 250 152,7 47,7 63,6 DISCE4-8C-FC
RAINA119 6.250 25,0 200 SCOLM3 246 570 250 163,9 52,2 69,7 DISCE4-8C-FC
RAINA120 6.875 27,5 200 SCOLM3 246 620 250 175,1 56,8 * 75,8 * DISCE4-8C-FC
RAINA121 7.500 30,0 200 SCOLM3 246 670 250 186,2 61,4 * 81,9 * DISCE4-8C-FC
RAINA122 8.125 32,5 200 SCOLM3 246 720 250 202,8 66,0 * 88,0 * DISCE4-8C-FC
RAINA123 8.750 35,0 200 SCOLM3 246 770 250 214,0 70,6 * 94,1 * DISCE4-8C-FC
RAINA124 9.375 37,5 200 SCOLM4 246 820 250 225,2 75,2 * 100,2 * DISCE4-8C-FC
RAINA125 10.000 40,0 200 SCOLM4 246 870 250 236,4 79,7 * 106,3 * DISCE4-8C-FC
RAINA126 10.625 42,5 200 SCOLM4 246 920 250 247,6 84,3 * 112,4 * DISCE4-8C-FC
RAINA127 11.250 45,0 200 SCOLM4 246 970 250 264,2 88,9 * 118,5 * DISCE4-8C-FC
RAINA128 11.875 47,5 200 SCOLM4 246 1020 250 275,3 93,5 * 124,7 * DISCE4-8C-FC
RAINA129 12.500 50,0 200 SCOLM4 246 1070 250 286,5 98,1 * 130,8 * DISCE4-8C-FC


* Lastre di copertura divise in due parti - I dati riportati sono indicativi
Si realizzano Prolunghe (Vasca Senza Fondo) per tutti i ns. Manufatti

PER DIMENSIONAMENTI CON VOLUMI SUPERIORI A QUELLI RIPORTATI IN TABELLA CONTATTARE IL NOSTRO UFFICIO TECNICO.

Impianti Acque di Prima Pioggia Puglia

Impianti di Prima Pioggia Regione Puglia

Dimensionamento Volume accumulo (5 mm. Area Impermeabile Scolante)
Impianto "Discontinuo"- Grigliatura, accumulo + sollevamento con elettropompa, Dissabbiatura Disoleazione, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto
Separatore oli idrocarburi costruito secondo la normativa UNI_EN_858 Disoleatore classe I con Filtro a Coalescenza

Differenze nel dimensionamento

Questo impianto di prima pioggia si differenzia dal tradizionale in quanto a monte della vasca di accumulo (per lo stoccaggio dei primi millimetri dell'evento meteorico) deve essere installato un sistema per la grigliatura grossolana. Normalmente questo pretrattamento viene progettato in un pozzetto in cemento dedicato o addirittura all’interno dello scolmatore in cav (cemento armato vibrato). La scelta dello sgriglatore può essere del tipo statico / manuale oppure automatico (con l'ausilio di attrezzature elettromeccaniche tipo Filtrococlea) , questo normalmente dipende dalla entità dell'intervento e dalla tipologia di acque derivanti dal piazzale in oggetto.
(REGOLAMENTO REGIONALE 9 dicembre 2013, n.26 “Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia”).

Download Progetti Tipo - Esempi di Installazione

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Applicazioni

Calcolo delle portate pluviali La quantificazione delle portate di pioggia riveste un'importanza determinante per il dimensionamento dei collettori e delle relative opere di trattamento. Tale quantificazione può essere calcolata e verificata tramite diverse teorie e modelli enunciati in seguito, a cui fa riferimento la Edil Impianti2 S.r.l. - Trattazione teorica per la determinazione dell'afflusso meteorico con conseguente studio idrologico delle piogge intense. - Calcolo delle portate meteoriche addotte dalle superfici urbane ai collettori fognari. - Calcolo del volume delle acque di prima pioggia : a) Metodo del tempo di corrivazione; b) Metodo del tempo di prima pioggia; c) Metodo dell'altezza di prima pioggia. Esempio riportato di seguito per il calcolo del volume delle acque di prima pioggia utilizzando l'altezza di prima pioggia in 5 mm. Superficie=mq. 5.000 Altezza Prima Pioggia=5mm. Volume Utile Prima Pioggia scorrimento sottotubo di entrata mc.25 Portata di pioggia Lt/Sec. 27,77

Normativa

L'art. 113 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento) afferma che le acque vanno disciplinate.
Le direttive comunitarie n° 91/271/CEE (Trattamento delle acque reflue urbane), e n° 91/676/CEE (Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia), entrambe recepite dallo stato italiano, affermano che "..ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le regioni, previo parere del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, disciplinano e attuano:
a) le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate;
b) ecc. Art. 2 Definizioni V – “Acqua di prima pioggia”: i primi 2,5 – 5 mm. di acqua meteorica di dilavamento uniformemente distribuita su tutta la superficie scolante servita dal sistema di drenaggio.

Per il calcolo delle relative portate si assume che tale valore si verifichi in un periodo di tempo di 15 minuti; i coefficienti di afflusso alla rete si considerano pari ad 1 per le superfici lastricate od impermeabilizzate.
Restano escluse dal computo suddetto le superfici eventualmente coltivate.

La legge della regione Lombardia del 24 marzo 2006 n° 4, relativa alla "Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne" in attuazione dell'articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n°26 (BURL del 28 marzo 2006 n° 13, 1° suppl. ord.) sancisce (si riportano alcuni articoli):

Art. 3 (acque di prima pioggia e di lavaggio soggette a regolamentazione) La formazione, il convogliamento, la separazione, la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque di prima pioggia sono soggetti alle disposizioni del presente regolamento qualora tali acque provengano:
a) da superfici scolanti di estensione superiore a 2000 mq, calcolata escludendo le coperture e le aree a verde, costituenti pertinenze di edifici ed installazioni in cui si svolgono le seguenti attività: industria petrolifera, industrie chimiche, trattamento e rivestimenti dei metalli, concia e tintura delle pelli e del cuoio, produzione della pasta carta (della carta e cartone), produzione di pneumatici, aziende tessili che eseguono stampa tintura e finissaggio di fibre tessili, produzione di calcestruzzo, aree intermodali, autofficine, carrozzerie;
b) dalle superfici scolanti costituenti pertinenza di edifici ed installazioni in cui sono svolte attività di deposito rifiuti, centro di raccolta e/o trasformazione degli stessi, deposito di rottami e deposito di veicoli destinati alla demolizione;
c) dalle superfici scolanti destinate al carico e alla distribuzione di carburante ed operazioni connesse e complementari nei punti vendita delle stazioni di servizio per autoveicoli;
d) dalle superfici scolanti specificatamente o anche saltuariamente destinate al deposito, al carico, allo scarico, al travaso e alla movimentazione in genere delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell'allegato 5 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III.

Art. 5 (sistemi di raccolta e convogliamento delle acque di prima pioggia e di lavaggio)
1) Tutte le superfici di cui all'articolo 3 devono essere impermeabili.
2) Le acque di prima pioggia e le acque di lavaggio, che siano da recapitare in corpo d'acqua superficiale ovvero sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, devono essere avviate ad apposite vasche di raccolta a perfetta tenuta, dimensionate in modo da trattenere complessivamente non meno di 50 mc per ettaro di superficie scolante (di seguito vasche di prima pioggia).
3) Alle acque meteoriche di dilavamento deve essere destinata una apposita rete di raccolta e convogliamento, munita, nei casi di cui al comma 2, di un sistema di alimentazione delle vasche di prima pioggia che le escluda automaticamente a riempimento avvenuto; la rete deve essere dimensionata sulla base degli eventi meteorici di breve durata e di elevata intensità caratteristici di ogni zona, e comunque quanto meno assumendo che l'evento si verifichi in quindici minuti e che il coefficiente di afflusso alla rete sia pari a 1 per la superficie scolante e a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo ad esse contigue, escludendo dal computo le superfici incolte e quelle di uso agricolo.

La sanzione prevista per chi non osserva tali disposizioni legislative è regolata dalla 152/2006 parte III art. 133 comma 9 con una multa da 1500 a 15000 euro e per chi non rispetta l'art 113 dello stesso decreto comma 3 si applica la sanzione penale enunciata nel D.Lgs 152/2006 parte III art. 137 comma 9 che prevede l'arresto da 2 mesi a 2 anni.

Utilizzi

MPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA DERIVANTI DA ISOLE ECOLOGICHE Edil Impianti2: impianti trattamento delle acque reflue e percolati da isole ecologiche. E' importante porre attenzione nella progettazione delle isole ecologiche dove sono presenti sfalci-potature di piante, carta, percolati, ecc.. che possono creare problemi agli impianti.
Il trattamento delle acque di prima pioggia nelle isole ecologiche deve essere completo di vasche di accumulo, disoleazione, filtrazione a coalescenza a pacchi lamellari, kit di prima pioggia con PLC, sensori di pioggia, combinatore telefonico GSM. Il dimensionamento degli impianti sarà in funzione della superficie, del refluo da trattare, dalla destinazione dello scarico finale in fognatura pubblica o acque superficiali. Edil Impianti2 ha realizzato in questi anni numerosi impianti di prima pioggia per le isole ecologiche, impianti di biogas, e con il proprio personale specializzato effettua anche la manutenzione. Impianti di trattamento acque di prima pioggia acque provenienti da piazzali su cui vengono svolte attività di deposito rifiuti, centri di raccolta rifiuti solidi urbani con deposito di sfalciature piante. (Impianto tipo:.sgrigliatore, scolmatore/pozzetto deviatore, vasca di prima pioggia, disoleatore.) Nelle realizzazioni di Impianti di biogas occorre adeguare gli impianti di depurazione e gli impianti di prima pioggia. La normativa prevede il trattamento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne degli impianti di biogas. La Edil Impianti2 ha realizzato e installato impianti di prima pioggia per impianti di biogas con vasche prefabbricate in cemento da 50 a 500 Mc.

Campi di impiego

Nuove urbanizzazioni, aree produttive, industriali, artigianali, commerciali, stazioni servizio carburanti, depurazione acque piovane provenienti da piazzali adibiti deposito/stoccaggio materiali, inerti, parcheggi aree di sosta per camper, depositi carburante, aeroporti, aree portuali/darsene, fognature in genere, smaltimento acque piovane, impianti di recupero dell'acqua piovana.

Regione Lazio

Impianti Acque di Prima Pioggia Lazio

Calcolo dei 5 mm di precipitazione uniformemente distribuita
Modello con stoccaggio e pompa verso il Deoliatore coalescente
marcato CE UNIEN858 separatore classe I con Filtro a Coalescenza

Indicazioni progettazione vasche prima pioggia

Sono considerate acque di prima pioggia le prime acque meteoriche di dilavamento relative ad ogni evento meteorico preceduto da almeno 48 ore di tempo asciutto, per un altezza di 5 mm di precipitazione uniformemente distribuita. Le modalità di trattamento delle acque di prima pioggia e l’individuazione delle acque di dilavamento e lavaggio di aree esterne sono indicate nell’articolo 24 delle Norme di Attuazione del PTAR.
- Attività di cui all’Allegato I del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 (Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento); - Stabilimenti di lavorazione di oli minerali o sintetici non rientranti nelle fattispecie di cui alla lettera a) dell’allegato I del punto precedente ed i depositi per uso commerciale delle stesse sostanze;
- Aree intermodali destinate all’interscambio di merci e materiali; - Concia e tinture delle pelli e del cuoio;
- Produzione della pasta carta, della carta e del cartone;
- Produzione di pneumatici;
- Custodia Giudiziaria di automezzi e motocicli, limitatamente alle aree destinate a mezzi incidentati o danneggiati;
- Autofficine, Carrozzerie;
- Autolavaggi.
Per le aree esterne di stazioni di distribuzione di carburante, prevalentemente contaminate da idrocarburi di origine minerale, qualora sia dimostrata l’impossibilità, opportunamente documentata, di realizzare una vasca con accumulo e rilancio, a causa di spazio insufficiente, in alternativa è possibile prevedere impianti con funzionamento in continuo.
Gli impianti che prevedono il trattamento in continuo delle acque meteoriche devono garantire il rispetto dei limiti di emissione, previsti dalle norme nazionali e stabiliti nell’autorizzazione.
Vista l’impossibilità delle tecnologie di depurazione disponibili di azzerare le concentrazioni degli inquinanti al punto tale che non siano rilevabili agli accertamenti analitici, quanto previsto al comma 6 dell’articolo 24 delle Norme del Piano: “in detti scarichi devono essere assenti le sostanze pericolose ai sensi della direttiva 2000/60/CE” , si intende ottemperato con l’applicazione delle disposizioni contenute nell’allegato 5 al d.lgs. 152/2006 in relazione agli scarichi sul suolo e in acque superficiali.

Regione Toscana

Impianto Acque Prima Pioggia Toscana

L.R. 28/2010 ,regolamento regione 46 R 2008 aggiornato 2012 - L.R. 10-10-2011 n. 50
Impianto discontinuo vasca accumulo sollevamento e separazione liquidi leggeri
Città di Firenze, Prato, Arezzo, Siena, Pistoia, Lucca, Pisa, Massa Carrara, Livorno, Grosseto Legge Regionale 20/2006 , Toscana - L.R. 20_06

Tecnologia

Il trattamento delle acque di prima pioggia prevede un sistema di grigliatura, dissabbiatura e disoleatura. Le acque di prima pioggia vengono convogliate tramite un pozzetto di by-pass (separatore acque di prima pioggia dalle acque di seconda pioggia) in apposite vasche dette "Vasche di prima pioggia". Il sistema prevede 3 fasi distinte:
1. Separare tramite un pozzetto scolmatore con setto di stramazzo le prime acque meteoriche, che risultano inquinate, dalle seconde.
2. Accumulare temporaneamente le prime acque meteoriche molto inquinate perchè dilavano le strade ed i piazzali, per permettere, durante il loro temporaneo stoccaggio, la sedimentazione delle sostanze solide;
3. Convogliare le acque temporaneamente stoccate ad una unità di trattamento per la separazione degli idrocarburi. Nella pratica corrente, le acque di prima pioggia vengono separate da quelle successive (seconda pioggia) e rilanciate al disoleatore ( Disoleatori NS ) tramite un bacino di accumulo interrato di capacità tale da contenere tutta la quantità di acque meteoriche di dilavamento risultante dai primi 5mm di pioggia caduta sulla superficie scolante di pertinenza dell'impianto.

Il bacino è preceduto da un pozzetto separatore che contiene al proprio interno uno stramazzo su cui sfiorano le acque di seconda pioggia dal momento in cui il pelo libero dell'acqua nel bacino raggiunge il livello della soglia dello stramazzo.
Nel bacino è installata una pompa di svuotamento che viene attivata automaticamente dal quadro elettrico tramite un microprocessore che elabora il segnale di una sonda rivelatrice di pioggia installata sulla condotta di immissione del pozzetto.
Alla fine della precipitazione, la sonda invia un segnale al quadro elettrico il quale avvia la pompa di rilancio dopo un intervallo di tempo pari a 48/72 h (tempo di svuotamento previsto). Se durante tale intervallo inizia una nuova precipitazione, la sonda azzera il tempo di attesa.
Una volta svuotato il bacino, l'interruttore di livello disattiva la pompa e il sistema si rimette in situazione di attesa.

Regione Lombardia

Impianto Acque Prima Pioggia Lombardia

Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne
Regolamento Regionale 24 marzo 2006 , N. 4
Legge regionale n.26 del 12 dicembre 2003

Gestione e Manutenzione

Sempre più frequentemente impianti di questo tipo vengono costruiti e collegati con pochissima attenzione da parte del committente o utilizzatore finale, questo comporta dopo poco tempo a problematiche legate alla cattiva gestione che spesso si concludono con sanzioni amministrative , blocco dello scarico, denunce penali ecc.. Il consiglio di Edil Impianti è quello di eseguire e programmare per ogni impianto installato le seguenti operazioni, collaudo a fine lavori con rilascio di certificato, manutenzione ordinaria (incarico di manutentore interno) e redazione di un registro di manutenzione, manutenzione straordinaria (contratto con costruttore o ditta specializzata), approvvigionamento di ricambi e filtri pronti all'uso o alla immediata sostituzione, contratto e affidamento a ditta di Autospurgo della pulizia periodica o eccezionale.

Estratto del Regolamento Regionale

«evento meteorico» una o più precipitazioni atmosferiche,anche tra loro temporalmente distanziate, di altezza complessiva di almeno 5 mm, che si verifichi o che si susseguano a distanza di almeno 96 ore da un analogo precedente evento;acque di prima pioggia» quelle corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di raccolta delle acque meteoriche. Le acque di prima pioggia e le acque di lavaggio, che siano da recapitare in corpo d’acqua superficiale ovvero sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, devono essere avviate ad apposite vasche di raccolta a perfetta tenuta, dimensionate in modo da trattenere complessivamente non meno di 50 m3 per ettaro di superficie scolante (di seguito vasche di prima pioggia). Alle acque meteoriche di dilavamento deve essere destinata una apposita rete di raccolta e convogliamento, munita, nei casi di cui al comma 2, di un sistema di alimentazione delle vasche di prima pioggia che le escluda automaticamente a riempimento avvenuto; la rete deve essere dimensionata sulla base degli eventi meteorici di breve durata e di elevata intensita` caratteristici di ogni zona, e comunque quanto meno assumendo che l’evento si verifichi in quindici minuti e che il coefficiente di afflusso alla rete sia pari ad 1 per la superficie scolante e a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo ad esse contigue, escludendo dal computo le superfici incolte e quelle di uso agricolo.Le acque meteoriche di dilavamento provenienti da superfici contaminate da idrocarburi di origine minerale, in alternativa alla separazione delle acque di prima pioggia di cui al comma 2, possono essere sottoposte a trattamento in impianti con funzionamento in continuo, progettati sulla base della portata massima stimata in connessione agli eventi meteorici di cui al comma 3, fermo restando il rispetto dei valori limite di emissione di cui all’articolo 7, comma 1.

Regione Veneto

Impianti Acque Prima Pioggia Veneto

Deliberazione Regionale Piano di Tutela delle Acque
Norme tecniche di attuazione - Allegato A3 alla DCR n.107 del 5_11_2009 e s.m.i
D.G.R. n. 2884 del 29 settembre 2009

Riassunto normativo

Ai fini del calcolo dei volumi da pretrattare, ovvero da avviare a depurazione, (nelle zone di Belluno, Padova, Treviso, Rovigo, Verona, Venezia, Vicenza) si individuano quali acque di prima pioggia le acque che dilavano le superfici nei primi 15 minuti di precipitazione, che comunque producano una lama d’acqua convenzionale pari ad almeno 5 mm uniformemente distribuiti sull'intera superficie drenante afferente alla sezione di chiusura del bacino idrografico elementare interessato. Ai fini del calcolo delle portate si dovranno assumere quali coefficienti di afflusso convenzionali il valore 1 per le superfici impermeabili, ed il valore 0,3 per le superfici permeabili, escludendo dal computo le superfici coltivate. Qualora il bacino di riferimento per il calcolo, che deve coincidere con il bacino idrografico elementare effettivamente concorrente alla produzione della portata destinata allo scarico, abbia un tempo di corrivazione superiore a 15 minuti primi, il tempo di riferimento deve essere pari a:
a) al tempo di corrivazione stesso, qualora la porzione di bacino il cui tempo di corrivazione è superiore a 15 minuti primi, sia superiore al 70% della superficie totale del bacino;
b) al 75% del tempo di corrivazione, e comunque al minimo 15 minuti primi, qualora la porzione di bacino il cui tempo di corrivazione è superiore a 15 minuti primi sia inferiore al 30% e superiore al 15% della superficie del bacino;
c) al 50% del tempo di corrivazione, e comunque al minimo 15 minuti primi, qualora la porzione di bacino il cui tempo di corrivazione è superiore a 15 minuti primi sia inferiore al 15% della superficie del bacino.
Si considerano eventi di pioggia separati quelli fra i quali intercorre un intervallo temporale di almeno 48 ore.

Regione Piemonte

Impianti Acque Prima Pioggia Piemonte

Disposizioni generali acque meteoriche di dilavamento
D.P.G.R. 13/R 4-12-2006
Precisazioni in merito al Regolamento regionale 20 febbraio 2006

Alcuni cenni normativi

La normativa statale in materia di tutela delle acque (un tempo l’articolo 39 del d.lgs. 152/1999 ora trasfuso nell’articolo 113 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152) demanda alla Regione la disciplina delle forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche provenienti da reti fognarie separate, nonché dei casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre tipologie di condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni.
Città di Torino, Cuneo, Asti, Alessandria, Vercelli, Biella, Novara, Verbania.

Regione Marche

Impianti Acque Prima Pioggia Marche

PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE (PTA)
Deliberazione n.145
DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, ARTICOLO 121

Linee Guida PTA

Ai fini del calcolo dei volumi di acqua di prima pioggia da trattenere, nonchè da pretrattare o da avviare a depurazione, si individuano, quali acque di prima pioggia, quelle corrispondenti ad una altezza di pioggia di 5 mm, uniformemente distribuita sull'intera superficie scolante, afferente alla sezione di chiusura del bacino idrografico elementare interessato. Ai fini del calcolo del volume si dovranno assumere, quali coefficienti di afflusso convenzionali, il valore 1 per le superfici impermeabili, ed il valore 0,3 per le superfici permeabili, escludendo dal computo le superfici verdi e quelle coltivate.

Regione Sardegna

Impianti Acque Prima Pioggia Sardegna

Attuazione del PTA in merito alla tutela qualitativa delle risorse idriche
Deliberazione della Giunta Regionale 4 aprile 2006, n. 14/16
Legge regionale disciplina scarichi

Regione Calabria

Impianti Acque Prima Pioggia Calabria

Norme in materia di valorizzazione e razionale utilizzazione delle risorse idriche
tutela delle acque dall'inquinamento
LEGGE REGIONALE 03/10/97 N. 10

Regione Sicilia

Impianti Acque Prima Pioggia Sicilia

Disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli scarichi
degli insediamenti civili che non recapitano nelle pubbliche fognature
LEGGE REGIONALE N. 27 DEL 15-05-1986

Regione Trentino alto Adige

Impianti Acque Prima Pioggia Trentino alto Adige

TESTO UNICO PROVINCIALE TUTELA AMBIENTE DAGLI INQUINAMENTI
TULP 26 gennaio 1987

Decreto Presidente Provincia 21/01/2008

A.P.P.: i primi 5 mm dell’evento piovoso. Si stabilisce che tale valore si raggiunga in 15 minuti; Prima della loro dispersione direttamente nel sottosuolo, le acque meteoriche sono sottoposte almeno ai seguenti pretrattamenti:
a) acque meteoriche moderatamente inquinate, derivanti da superfici inferiori a 500 m2: pozzet to fanghi, eccetto le acque di seconda pioggia;
b) acque meteoriche moderatamente inquinate, derivanti da superfici superiori a 500 m2: separatore di classe II secondo la norma UNI EN 858-1 o trattamento equivalente;
c) acque meteoriche inquinate, derivanti da superfici inferiori a 500 m2: separatore di classe II secondo la norma UNI EN 858-1 o trattamento equivalente;
d) acque meteoriche inquinate, derivanti da superfici superiori a 500 m2: separatore di classe I secondo la norma UNI EN 858-1 o trattamento equivalente.

Regione Molise

Impianto Acque Prima Pioggia Molise

NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE
Deliberazione del 30 dicembre 2005, n. 1911

Regione Basilicata

Prima Pioggia Basilicata

Piano Risanamento delle Acque
TUTELA USO E RISANAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE
Legge Regionale 17/01/94

Regione Campania

Impianti Acque Prima Pioggia Campania

Stralcio per la Tutela del Suolo e delle Risorse Idriche
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 35 DEL 1 SETTEMBRE 2008

Regione Umbria

Prima Pioggia Umbria

Disciplina degli scarichi delle acque reflue
Direttiva Tecnica Regionale
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 24 aprile 2012, n. 424

D.G.R. 9 luglio 2007, n. 1171.

I primi 2,5-5 mm di acqua meteorica di dilavamento uniformemente distribuita su tutta la superficie scolante servita dal sistema di drenaggio che cade in un intervallo di 15 minuti e preceduta da almeno 48 ore di tempo asciutto; i coefficienti di afflusso alla rete si considerano pari ad 1 per le superfici lastricate od impermeabilizzate.

Regione Friuli Venezia Giulia

Impianto Acque Prima Friuli Venezia Giulia

Norme per scarichi di acque meteoriche di dilavamento dei piazzali
Legge Regionale N. 16 del 05-12-2008 - PTA Delibera n° 2000 del 15/11/2012

Regione Valle d'Aosta

Prima Pioggia Valle d'Aosta

Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento B.U. 11 ottobre 1982, n. 14
Legge Regionale L.R. 24-08-1982 N. 59

Regione Liguria

Impianti Acque Prima Pioggia Liguria

Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio di aree esterne
Città di Genova, Savona, Imperia, La Spezia
R.R. 10 Luglio 2009 N. 4

Approfondimenti

La capacità di rimozione delle sostanze inquinanti in questa fase primaria si limita ad un abbattimento dei solidi sospesi associato alla sedimentazione all'interno del bacino.
L'efficienza può comunque essere migliorata inserendo uno stadio di sedimentazione primaria all'ingresso del bacino o della vasca che favorisca l'accumulo dei solidi più grossolani.
Tali acque, infatti, costituiscono il veicolo attraverso cui un significativo carico inquinante costituito da un miscuglio eterogeneo di sostanze disciolte, colloidali e sospese, comprendente metalli, composti organici ed inorganici, viene scaricato nei corpi idrici ricettori nel corso di rapidi transitori.
Le acque di prima pioggia necessitano pertanto di opportuni trattamenti al fine di assicurare la salvaguardia degli ecosistemi acquatici conformemente agli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).
In ambito urbano le sorgenti che causano l'alterazione della qualità delle acque meteoriche di dilavamento possono essere distinte in sorgenti diffuse sul territorio (rete stradale, parcheggi, etc.) e sorgenti puntuali come nodi infrastrutturali e piazzali di siti produttivi, nelle quali la tipologia di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta.
Per quanto concerne le sorgenti diffuse, come documentato in letteratura, sono state condotte numerose campagne di monitoraggio per la caratterizzazione delle acque di prima pioggia volte alla determinazione sia del processo di formazione ed accumulo delle sostanze inquinanti sia alla successiva fase di trasporto all'interno del sistema di drenaggio di tipo unitario e separato.

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